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Editoriale del direttore: “Ho due cazzi ma uno me l’ha rotto il Parlamento Italiano!”

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Un referendum elettorale bocciato. Un parlamentare associato alla camorra salvato dal carcere e giudizio di un tribunale. Il 12 gennaio 2012 verrà ricordato come uno dei giorni più tristi per la Repubblica. E per me.

L’Italia del Governo Tecnico si risveglia. Tornando a fare i conti con lo stesso schifo di Parlamento eletto nel 2008, che in questi tre anni ha prodotto leggi pro Silvio, compravendita di incarichi e una serie infinita di oscenità civili. Gli stessi che sono rimasti inermi e incapaci dinanzi al dissesto finanziario in cui l’Italia ha sfiorato il default, prima dell’avvento di Mario Monti.

Foto ricordo dopo il no all'arresto. Di Cosentino. Per gli altri c'è ancora speranza.

L’ecumenico presidente si è assunto di “germanizzare” l’Italia, ma non può nulla verso questi rappresentanti. Impuniti e strapagati. Ma pur sempre utili idioti. Il cui voto serve a far passare questo o quel decreto del governo tecnico, mentre il Parlamento si svuota dai partiti e rimane in mano ai capi bastione. Pastori di greggi e di voti, usati a seconda delle occasioni per gli accordi da stipulare in Transatlantico. Basta guardare i Radicali, che con i loro 6 voti negativi hanno non solo permesso di raggiungere il numero legale, ma anche di far spendere negli anni a venire l’assurdità del fumus persecutionis nei confronti di Nicola Cosentino. Casertano, figlio di imprenditori del settore del gas, colonna del centrodestra con 30 mila preferenze, eletto alla Camera nel 1996 e parente acquisito di Giuseppe Russo (detto Peppe O’ Padrino), componente del clan dei Casalesi ed ex luogotenente di Francesco Schiavone “Sandokan”.

Nel diritto non vale l’adagio machiavellico del “fine giustifica i mezzi”. Se fosse arrivata in un altro giorno, la sentenza della Corte Costituzionale avrebbe avuto modo di essere espressa nelle sue ragioni. Dimostrando che le motivazioni non pareggiano gli obiettivi del referendum proposto. Ma in questo caso occorreva usare il buon senso del bravo capo di famiglia. La Corte Costituzionale che pur non si interessa dei componenti del Parlamento, semmai ai suoi risultati legislativi, avrebbe dovuto interpretare il bisogno di giustizia dei cittadini, capire e agire efficacemente. Accogliendo magari un referendum promosso da 1 milione e 200 mila persone. Invece respinge. Chiedendo poi al Parlamento di riscrivere la legge elettorale. Questo Parlamento. Composto dai Nicola Cosentino, dai Marco Milanese, dai Vincenzo Papa. Gente a cui interessa conservare ruolo, potere e consenso sul territorio. Cose che il Porcellum difende e perpetua. E che è loro interesse salvaguardare.

Se ci portano a votare con questa legge elettorale dovremmo disertare tutti.

 

gen 13th, 2012 | Category: Gli editoriali del direttore
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