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Doni, tra le bugie una certezza: “Hanno sbagliato a legalizzare le scommesse!”

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Cristiano Doni non sa ancora dire le bugie. È da dodici anni che prende in giro, non è l’unico (assolutamente, n.d.r), tifosi e spettatori del Calcio italiano. Eppure continua nella recita. Come si sentisse il protagonista di un film. Racconta della sensazione di trovarsi in cella, delle notti in bianco, del libro aperto e chiuso e che non fa nemmeno compagnia. Si racconta come un “campione” 38 enne fuori luogo. Eppure, se sei recidivo e membro di un’organizzazione a delinquere finalizzata alla truffa, dovresti avere gli occhi per vedere e i mezzi per capire. Capire come e perché si falsa una partita di calcio. Lui dice: “È un problema culturale”. I calciatori che “tradiscono lo sport”? “Molti, troppi. In B più che in A perché a parte 3 o 4 club, gli altri pagano poco, anche 20mila euro l’anno. E così i calciatori sono più corruttibili”.

Cristiano Doni non esulta dopo aver messo a segno un gol, fa le moltiplicazioni. Secondo gli inquirenti, le dita delle mani indicano l'importo della parcella.

Dichiara di aver iniziato per scherzo, in una cena prima di Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia del 2000. Racconta che quella partita fu una combine: un accordo nato per scherzo al ristorante durante una cena, in cui oltre a Doni, erano presenti l’attuale allenatore del Milan Allegri, Amerini, Bizzarri e Lillo per la Pistoiese e Banchelli, Siviglia, Gallo e Zauri per la Dea. Furono pizzicati attraverso una segnalazione della Snai, che aveva registrato un numero sospetto di giocate sul 1primo tempo/X finale. Una modalità di gioco remunerativa ma che richiede coraggio, precisione e sicurezza per essere messa in atto. Soprattutto se la partita si gioca il 20 agosto. Per quella combine, a marzo del 2001 vengono condannati a un anno di squalifica Aglietti, Allegri, Siviglia, Gallo e Zauri, a sei mesi Banchelli (ex atalantino passato all’Empoli), prosciolti Amerini, Bizzarri, Lillo e lo stesso Doni. Che oggi ammette il proprio coinvolgimento. A maggio di quell’anno, cinquanta giorni dopo la prima sentenza, vengono assolti tutti. Giustizia sportiva ? Giustizia italiana. Doni su questo tace, divaga.

Dice che dopo quella partita si fece coinvolgere solo in altri due casi: Ascoli-Atalanta e Atalanta-Piacenza. Due partite di serie B, la prima chiusa con un pareggio. La seconda con una facile vittoria, con il portiere Cassano che indica a Doni come tirare un calcio di rigore. Dodici anni da anima candida e poi la voglia di promozione, l’amore per l’Atalanta che lo spinge alle combine. Organizzate sempre da altri, almeno a leggere le parole di Cristiano Doni. Gli telefonano, lo invitano a cena, gli scrivono un sms? O basta sapere che il portiere e i due difensori centrali avversari saranno malleabili e non picchieranno come Paolo Montero ?

Rassegna Stagna apre una petizione per regalare a ogni calciatore indagato una marcatura di Paolo Montero detto "Pigna".

“Non prendetemi come esempio, fate come Andrea Masiello: bisogna avere il coraggio di parlare e raccontare tutto il marcio nel calcio” chiude con questo messaggio Doni, giusto per rimanere nel film. E per far rimanere noi dei semplici spettatori. Noi che di calcio ci nutriamo, che siamo cresciuti sbucciandoci le ginocchia e tirando indietro la gamba solo per non fare rigore, sappiamo riconoscere un venduto. Un falso. Non c’eravamo, ma conosciamo i retroscena di Italia-Camerum ai mondiali del 1982. Sappiamo che nell’interno di uno spogliatoio niente si può tacere, soprattutto al capitano. Quindi che cominciasse a fare i nomi e i cognomi di chi ordinava, aderiva, copriva, assecondava e incassava. Ad ogni livello. Dentro e soprattutto fuori lo stadio.

I primi a sbagliare, si lascia sfuggire Doni, sono quelli che hanno “legalizzato” le scommesse. Cioè proprio le Federazioni, l’Uefa e la FIFA. Che oggi non si pongono il problema di estromettere il riciclaggio di denaro dal mondo del Calcio. Perché agli scommettitori, tifosi e appassionati andava benissimo la vecchia schedina del Totocalcio, da milletrecento lire a colonna. E il sogno di fare tredici. Mentre ora si possono raddoppiare interi capitali con un over 2.5.

 

gen 28th, 2012 | Category: Satirattualità
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