Dite a Balotelli di sorridere
By gigirix
Il miglior intervento della partita di Bonucci non ci permetterà di sapere quello che Mario Balotelli ha detto a tutto lo stadio, a tutta la squadra o a tutta la nazione dopo il gol del 2a0 al 87° di Italia-Irlanda.
Il dito rotante, la faccia nervosa di sempre, il labiale che si intravede appena per essere poi stoppato dal difensore azzurro. Mano sulla bocca, qualche parolina nell’orecchio e lo sfogo è celato. Incidente diplomatico rinviato. L’Italia va avanti. La bocciatura di Mario, partito dalla panchina per una presunta indisponibilità, forse dimenticata.
Mario non sarà super nella simpatia ma è super nell’accidia con la quale svolge il suo compito. Giocare. Fare gol. Impassibile e scontento. Sarebbe un perfetto Otello. Furente, tradito e raggirato, non coinvolto dalla bellezza della propria missione, tradisce il compito per la troppa passione. Come quando segnò di spallino e non fece nemmeno un cenno di sorriso. In campo non c’è gioa per lui, il perchè sarà sempre un suo segreto.
In questo però mi sento vicino a lui, come se la sua rabbia fosse quella di tutti i giovani italiani che dentro ardono di rancore ma non sapendo esternarlo, lo trasferiscono in un viso apatico, in un linguaggio volgare, in una sbornia perenne, una bestemmia fine a se stessa, nella vetrina frantumata di una banca. Balotelli è la sostanza che non sa darsi forma. O se ne dà una negativa, nociva a se stessa.
Sarà un briccone Mario, avrà il portafoglio peno di cash e può fare spallucce dei problemi dei suoi coetanei, andrà con due escort la settimana, sarà perseguitato da gallettame in cerca di una copertina, ma soffre la disistima e vorrebbe spaccare il muso a quanta più gente possibile. In questo è uno di noi. Fai gol per noi, forza della natura!










